Anti-italiano

Mi spiace caro Presidente Napolitano, ma non sono per niente d'accordo con la sua richiesta di "coesione nazionale" per approvare in tempi brevi la legge finanziaria.

Ecco perchè:

– questo governo ha numeri sufficienti per approvare tutte le leggi che vuole comprese gli obrobri come quella sul fine vita

– il presidente del consiglio ha più volte affermato nei mesi scorsi che il nostro paese era al sicuro dalla speculazione grazie al suo lavoro

– questa finanziaria è all'acqua di rose per il 2012 e di lacrime e sangue nel 2013 e 2014, quando a governare potrebbe esserci qualcun altro

– questa finanziaria, per l'ennesima volta, pesca nelle tasche del ceto medio-basso e non in quelle dei grandi contribuenti

– questa finanziaria aumenta in maniera indiretta il prelievo fiscale aumentando aliquote e diminuendo detrazioni

– questa finanziaria non contiene nulla sul taglio dei costi della politica (e non prendiamoci in giro con le auto di servizio di massimo 1600 di cilindrata)

– questa finanziaria è espressione di una maggioranza che non ha mai, e sottolineo mai, cercato un rapporto di collaborazione con l'opposizione

– questa finanziaria è espressione di una maggioranza che ha un ministro e due parlamentari con richieste di arresto pendenti

Dove è finita la verve del presidente del consiglio, silente da ormai quattro giorni se escludiamo un messaggio ad un raduno partitico? E' ancora in riunione con i figli per pensare ai fatti suoi e delle sue società o sta lavorando alacremente per il paese che dovrebbe guidare?

Di fronte a tutto questo avrei fatto una selvaggia opposizione alla legge finanziaria con tutti i mezzi che la costituzione e i regolamenti parlamentari mi concedono; avrei spiegato al paese il perchè e le motivazioni della mia posizione; avrei cavillato su ogni articolo e su ogni comma presente nella legge finanziaria.

La concordia non la si può chiedere alla bisogna, o si discute di tutto o di niente.

La festa dei padroni

150-anni-unita-italiaIl Presidente della Repubblica ha chiesto che il 17 marzo fosse proclamato, solo per questo anno, giorno di festa per i 150 anni dell'Unità d'Italia.
Il Governo ha da subito accolto l'idea di Napolitano proclamando il giorno di festa. Da quel momento è iniziato il fuoco di fila di dichiarazioni degli imprenditori, capitanati da Marcegaglia, contro questo giorno di festa e paventando disastri economici immani a causa del teorico ponte con venerdì 18.
Il giorno di festa è diventato di colpo un'emergenza nazionale che coinvolgeva tutto l'arco costituzionale pro o contro, per ragioni economiche e politiche, alla proclamazione. Questo Governo non può certo scontentare gli imprenditori che più di una volta gli hanno parato il culo (salvataggio Alitalia in primis), ma non poteva certo opporsi al volere di Napolitano motivato e circostanziato e in ultimo gli ex di AN non potevano farsi scippare di mano la festa dell'Italia e cedere ai dettami della Lega.
Serve una soluzione, dobbiamo trovare una soluzione, trovata la soluzione: facciamo pagare la festa ai lavoratori!!

Eh? Come? Scusa?

Il decreto del Governo, non ancora pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, dispone che rimarremo a casa il 17 marzo a festeggiare l'anniversario dell'Unità d'Italia, ma in cambio perderemo un giorno di festività soppressa e per la precisione il 4 novembre.
Quindi ai lavoratori dipendenti verrà tolto un giorno di festa che, in base ai contratti, potevano usare anche come singole ore di permesso e gli industriali non spendono nulla. Le 8 ore di lavoro che verranno perse il 17 marzo saranno recuperate dalle otto ore di lavoro in più lavorate perdendo il 4 novembre. La festa per il 150° anniversario è completamente sulle spalle dei lavoratori dipendenti.

Ps: 25 aprile = lunedì di Pasqua, 1 maggio = domenica, 25 dicembre = domenica.