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Frega nulla? Capisco, ma devo testare il tutto con articoletto
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In giro ci saranno centinaia e centinaia di canzoni dedicate a New York, soffermiamoci su tre di queste.
If I can make it there,
I'll make it anywhere,
It's up to you, New York, New York.
La più famosa è sicuramente "New York, New York" cantata da Liza Minnelli e colonna sonora del film omonimo diretto da Scorsese. Oltre a quella della Minnelli esiste una versione di Frank Sinatra che aggiunge maggiore fascino alla canzone che addirittura è diventata nel 1985 inno ufficiale della città.
Some folks like to get away
Take a holiday from the neighbourhood
Hop a flight to Miami Beach
Or to Hollywood
But I'm taking a Greyhound
On the Hudson River Line
I'm in a New York state of mind
La seconda è "New York State of Mind" cantata da Billy Joel che è considerata a tutti gli effetti la canzone di New York, in contrapposizione con quella ufficiale di cui sopra. Joel (newyorchese del Bronx) scrive questa canzone nel 1976 dopo essere tornato da tre anni californiani ed esprime tutto il suo amore per la grande mela. Al momento la canzone non ebbe un grande successo, che arrivò dopo il settembre 2001 e secondo molti esprime il vero sentimento dei cittadini di New York.
Yeah I'm out that Brooklyn.
Now I'm down in Tribeca.
Right next to DeNiro
But I'll be hood forever
I'm the new Sinatra
And since I made it here
I can make it anywhere
Arriviamo ai giorni moderni con "Empire State of Mind" cantata da Jay Z con la collaborazione di Alicia Key.
Il rap da quattro minuti è un excursus su tutta la città, così come la vede Jay Z e i riferimenti presenti nella canzone sono ovviamente diversi rispetto a quelli delle due canzoni precedenti. Nonostante la difficoltà di compresione dovuta alla velocità di esecuzione il testo è molto bello ed anche in questo caso esprime, a uso modo, amore per la città.
Per me la canzone più bella è la terza, ma di poco su Billy Joel.
Per voi?
Buon Natale
Divertitevi, gioite, riposate, mangiate, ricordate chi non c'è, state vicino ai vostri cari, godetevi la festa.
The book of love is long and boring
No one can lift the damn thing
It's full of charts and facts and figures and instructions for dancing
But I
I love it when you read to me
And you
You can read me anything
The book of love has music in it
In fact that's where music comes from
Some of it is just transcendental
Some of it is just really dumb
But I
I love it when you sing to me
And you
You can sing me anything
The book of love is long and boring
And written very long ago
It's full of flowers and heart-shaped boxes
And things we're all too young to know
But I
I love it when you give me things
And you
You ought to give me wedding rings
Peter Gabriel, The Book of Love
Consultando l'elenco dei miei ultimi ascolti da Itunes (o Last FM) mi sono accorto di come fosse diminuito il numeri di canzoni giornaliere che passano sull'iPhone e tutto a scapito dei podcast del mattino.
Il viaggio di andata casa-lavoro (circa 80 minuti) viene coperto con i quattro estratti dalla puntata di Deejay chiama Italia
della mattina precedente per circa una ventina di minuti.
30 minuti se li portano via Sofri e Bordone con Condor (che ahime la rai chiuderà a fine anno)
e se non ho una nuova puntata di Dee Giallo o de il Disinformatico o di 2024 da ascoltare allora l'ultimo tratto è coperto da qualche canzone.
Avete consigli d'ascolto?
No, non parlo del lettore portatile di Amazon, ma della sua versione per pc e iPhone. Ieri sera ho scaricato i due programmi, uno (quello per pc) legalmente, l'altro un pò meno perchè è disponibile solo per utenti USA
Una volta installati, i programmi devono essere collegati al proprio account Amazon e da quel momento si possono comprare libri o abbonarsi a quotidiani e riviste direttamente dal sito scegliendo come modalità di consegna della merce uno dei dispositivi.
La trasmissione avviene via internet, un libro di 400 pagine senza immagini viene sui 300/400K, quindi download molto veloce. Una volta che il libro è su uno dei due dispositivi diventa automaticamente presente anche sull'altro.
Il vantaggio della versione per PC è di poter aggiungere note al libro, mentre in quella per iPhone la formattazione è perfetta perchè tutto il contenuto viene adattato allo schermo (in poche parole un libro passa da 400 a 7684 pagine).
La leggibilità su tutti e due i dispositivi è ottima, mi riservo un giudizio più appropriato dopo aver finito di leggere quanto comprato ieri.
A New York si è votato per l’elezione del Sindaco ed ha vinto, secondo pronostico, Michael Bloomberg, ma con un distacco dall’avversario democratico molto molto stretto. Il sindaco uscente ha portato a casa il 50,6% contro il 46% di Thompson; il distacco in valori assoluti è di 50 mila voti su un milione di votanti.
L’investimento di Bloomberg per la campagna elettorale è stato di 100 milioni di dollari, quindi un singolo voto è "costato" 180 dollari (250 secondo il NYT che stima a 140 i milioni spesi), mentre Thompson ha speso circa 15 dollari a voto. Gli osservatori di oltre oceano ritengono che questo risultato segni la fine della carriera politica di Bloomberg al di fuori della Grande Mela nonostante sia in possesso di un’ampia liquidità, necessaria e fondamentale per qualsiasi campagna elettorale. I Democratici non possono certo gioire per il risultato, ma intravedono della luce in fondo al tunnel soprattutto perchè questo sarà l’ultimo mandato per il Sindaco.
Ultima nota è il voto per il Presidente delle cinque municipalità in cui è divisa New York: 4-1 per i Democratici e solo Long Island ai Repubblicani. Se sommiamo i voti per i Presidenti otteniamo 685 mila schede per i candidati Democratici (contro i 500mila voti per il Sindaco) e 174mila per quelli Repubblicani (contro i 557mila per il Sindaco), alla faccia del voto disgiunto.
Per chiudere sono andate ai Democratici tutte e quattro le elezioni per altre cariche sempre all’interno della municipalità di New York.